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Malines
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mweaMalinescite-ref-1[1]cite-ref-2[2] /maˈlin/ (in mwggolandese mwgwmwhaMechelencite-ref-3[3] /ˈmɛxələ(n)/, in mwigfiammingo mwiwMecheln, in mwjaitaliano storico mwjqMellinacite-ref-4[4]cite-ref-5[5], in mwlginglese storico mwlwMechlin) è una mwmacittà belga di 80.940 abitanti situata nella mwmqprovincia di Anversa, nella regione delle mwmgFiandre. Posta esattamente a metà strada tra mwmwBruxelles ed mwnaAnversa, si trova in uno dei più grandi distretti industriali del paese. Malines è, assieme ad Anversa, mwnqBruges, mwngGand e mwnwLovanio, una delle città d'arte delle Fiandre. La città è attraversata dal fiume mwoaDijle ed è dunque spesso indicata come mwoqDijlestad.
È sede arcivescovile cattolica (mwowarcidiocesi di Malines-Bruxelles) ed è la sede mwpaprimaziale del Belgio.
Contents
• Storia
• Origini
• Medioevo
• Declino
• Sport
• Note
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Storia
Origini
La riva che porta a destra della mwqwDyle è paludosa e acquitrinosa, mentre, in questo punto, sulla riva sinistra il terreno è leggermente rialzato, al riparo dalle inondazioni. Proprio qui si installarono quelle popolazioni gallo-romane che costituirono il primo nucleo abitativo di Malines, intorno all'odierno mwraKorenmarkt, la "Piazza del Mercato del Grano"cite-ref-6[6]. Come testimoniato dai resti di strade risalenti a quel periodo, dopo la mwsqCaduta dell'Impero Romano la zona venne abitata da tribù germaniche.
In quel periodo, nell'VIII secolo, vi giunse il monaco-predicatore mwswirlandese mwtaRombaldo che mwtqcristianizzò gli abitanti locali. La sua vita leggendaria e i suoi miracoli sono raccontati in una serie di pannelli dipinti nel mwtgdeambulatorio di quella mwtwcattedrale che gli sarà innalzata nel XIII secolo. L'abitato cominciò a svilupparsi solo a partire dal X secolo attorno all'Abbazia di San Rombaldocite-ref-7[7] sulla riva sinistra della Dijle. Infatti, attorno al mwvaCapitolo di San Rombaldo, si costituì un secondo nucleo abitativo.
Medioevo
Nel 910 Malines, insieme al suo mwwwcontado costituito da qualche comune limitrofo, viene donata come mwxaSignoria al mwxqPrincipato vescovile di Liegicite-ref-8[8]. Subito scaturirono dei dissensi fra i vescovi e la potente famiglia nobile locale dei Berthout. Il principe-vescovo Hugues de Chalon (1296-1301) infine si decise, nel 1300, a cedere la signoria per tre generazioni al duca mwygGiovanni II di Brabante, il quale, alleatosi con Jan Berthout, nel 12 novembre 1301 divise con quest'ultimo la propria autorità.
Nel mwza1303 il duca di mwzqBrabante insignì Malines del mwzgtitolo di città, sottraendo così alla vicina mwzwAnversa il monopolio del commercio della mwaalana e del mwaqsale e facendo nascere quella profonda rivalità tra le due città che sarebbe venuta meno soltanto nel XX secolo. Malines allora provvide alla costruzione della prima mwagcinta muraria che, munita di dodici porte, inglobava tutte le parrocchie cittadine correndo lungo l'odierno mwawRinglaan.
Nel 1333 il conte mwbqLuigi I di Fiandra comprò la "Signoria di Malines" dal principe-vescovo di mwbgLiegi, ma a causa delle costose e lunghe lotte contro la città di mwbwGand fu costretto a rivenderla nel 1346 al duca mwcaGiovanni III di Brabante. Con la "pace di mwcqAth", che pose fine alla mwcgguerra di successione del Brabante, mwcwLuigi II di Fiandra la recuperò nel mwda1357, ma alla sua morte, nel 1384, Malines passò definitivamente a suo genero, il duca mwdqFilippo II di Borgogna.
Capitale dei Paesi Bassi
Nella città, ormai divenuta particolarmente prospera grazie alla sua posizione sulla mweaDyle, il duca mweqCarlo il Temerario istituì, il 3 gennaio del 1474, il mwegGrote Raad van Mechelen, il Gran Consiglio di Malines, ossia la mwewcorte suprema dei mwfaPaesi Bassi borgognoni. Tale istituzione venne tuttavia soppressa con il mwfqGroot Privilege - una mwfgCharta accordata da mwfwMaria di Borgogna - l'11 febbraio 1477, per poi essere ripristinata nel 1504. L'apogeo della potenza e della ricchezza della città giunse con mwgaMargherita d'Asburgo, zia dell'imperatore mwgqCarlo V e mwgggovernatrice dei Paesi Bassi tra il mwgw1506 e il mwha1530, la quale, stabilendovi la propria residenza, elevò Malines al rango di capitale dello Stato. Margherita d'Austria invitò alla sua corte artisti e umanisti celebri, introducendo nel Paese il mwhqRinascimento e favorendo un sostanziale sviluppo economico.
Declino
Col successivo trasferimento di molte delle istituzioni presenti in città nella vicina mwkqBruxelles, Malines iniziò un lento declino. Nel 1546 l'esplosione della mwkgZandpoort, la mwkwpolveriera, apportò notevoli danni alla città, uccidendo circa duecento persone e distruggendo un intero quartiere.
Con la Riorganizzazione religiosa dei Paesi Bassi, nell'ambito delle novità uscite dal mwmgConcilio di Trento, il 12 maggio mwmw1559 venne creata l'mwnaArcidiocesi di Malines con la mwnqbolla mwngSuper Universas di mwnwpapa Paolo IV, ricavandone il territorio dalla mwoadiocesi di Cambrai. L'anno seguente venne innalzata a mwoqPrimaziale dei Paesi Bassi. Gli anni seguenti, tuttavia, furono particolarmente drammatici, dato che Malines venne coinvolta nelle sanguinose guerre di religione: durante la mwogguerra degli ottant'anni, il 2 ottobre mwow1572, la città venne saccheggiata e incendiata dagli mwpaspagnoli guidati dal mwpqduca d'Alba, mentre nel 1580 i mwpgCalvinisti ripresero possesso della città, che poi ricadde definitivamente nelle mani degli Spagnoli di mwpwAlessandro Farnese nel 1585.
Tempi moderni
Le mura cittadine vennero abbattute nel mwqg1781 su ordine dell'Imperatore mwqwGiuseppe II. Dopo la conquista dei mwraPaesi Bassi meridionali dall'armata della mwrqRivoluzione francese, la "Signoria di Malines" fu incorporata nel 1795 al mwrgdipartimento delle Due Nete (mwrwDeux-Nèthes), la futura mwsaProvincia di Anversa. Nel 1798, durante la "Guerra dei contadini", la città fu presa dagli insorti, e poi subito riconquistata dai Repubblicani che fucilarono 41 prigionieri di fronte alla cattedrale.
Storia contemporanea
Nella città si svolsero tra il mwtg1921 ed il mwtw1925 le mwuamwuqConversazioni di Malines, una serie di incontri tra eminenti esponenti anglicani e cattolici per avvicinare le posizioni delle due chiese e per richiamarle all'unità. Le sessioni si svolsero presso l'mwugarcivescovado di Malines sotto la presidenza del mwuwcardinale Mercier. Vi parteciparono, oltre a mwvalord Halifax e mwvqFernand Portal, strenui e tradizionali sostenitori dell'unione tra anglicani e cattolici, per i cattolici, oltre al cardinale, il suo vicario e poi successore mwvgmonsignor Van Roey, mentre per gli anglicani il dottor Armitage Robinson, decano di Welles e studioso di mwwapatristica e il dottor Walter Frere, vescovo di mwwgTruro e storico della liturgia.
Durante la mwxaseconda guerra mondiale divenne sede del principale mwxqcampo di transito nazista del Belgio, da cui partirono per mwxgAuschwitz circa 25.000 ebrei e 350 mwxwrom, più della metà di quelli deportati dall'intero paese.cite-ref-9[9]
Monumenti e luoghi d'interesse
• La mw1acattedrale di San Rombaldo con la sua alta e possente torre campanaria, venne eretta a partire dal 1217 in forme mw1qgotiche secondo la variante mw1gbrabantina di cui costituisce un vero capolavoro.
• il mw2aMunicipio mw2qgotico, che affaccia sulla Grote Markt, è in realtà un complesso di edifici eretti a partire dal 1320: il mw2gpalazzo del Gran Consiglio, mw2wgotico fiammeggiante del 1525, il mw3aBreffroi e l'annesso mw3qMercato dei Tessuti.
• La mw3wBrusselpoort è l'unica delle dodici porte delle mura che circondavano la città ad essersi salvata dalle demolizioni del XVIII secolo.
• Il mw4qpalazzo di Margherita d'Austria è una delle più belle opere dell'mw4garchitettura rinascimentale nelle mw4wFiandre costruita dai mw5aKeldermans a partire dal 1507. Oggi Palazzo di Giustizia.
• mw5gPalazzo van Busleyden, altro superbo esempio d'mw5warchitettura rinascimentale nelle mw6aFiandre, eretto nel 1503-07. Oggi Museo Civico.
• Chiesa di San Giovanni Evangelista, edificio mw6wgotico brabantino del 1443-83.
• Chiesa di Nostra Signora oltre la Dyle, grandioso edificio mw7ggotico brabantino eretto nei secoli XV-XVI.
• Chiesa di Nostra Signora d'Hanswijk, vasto edificio mw8qbarocco eretto nel 1663-78 dall'architetto locale mw8gLucas Faydherbe.
Suddivisioni
Il comune è costituito dai seguenti distretti:
• Malines
• Walem
• Heffen
• Leest
• Hombeek
• Muizen
Amministrazione
Gemellaggi
Sport
Le principali squadra di calcio cittadina, sono il Racing Mechelen e il mwarcYellow Red Koninklijke Voetbalclub Mechelen, noto anche come Malines, vincitore della mwargCoppa delle Coppe 1987-1988 e della mwarkSupercoppa UEFA 1988.
Note
cite-note-11. ↑ mwasamwasemwasiMalines nell'Enciclopedia Treccani, su mwasmwww.treccani.it. mwasqURL consultato il 30 luglio 2023.
cite-note-22. ↑ mwasgSandro Toniolo, mwaskPrincipali esonimi italiani di elementi geografici europei mwasoArchiviatomwass il 21 novembre 2014 in mwaswInternet Archivemwas0.
cite-note-33. ↑ mwatimwatmmwatqMechelen su Enciclopedia | Sapere.it, su mwatuwww.sapere.it, 5 giugno 2020. mwatyURL consultato il 30 luglio 2023.
cite-note-44. ↑ mwatoSimone Sigoli, mwatsmwatwViaggio al monte Sinai di Simone Sigoli testo di lingua citato nel vocabolario ed or per la prima volta pubblicato con due lezioni sopra il medesimo, una di Luigi Fiacchi, e l'altra di Francesco Poggi accademici residenti della Crusca, e con note ed illustrazioni di quest'ultimo, dalla Tipografia all'insegna di Dante, 1829. mwat0URL consultato il 30 luglio 2023.
cite-note-55. ↑ mwaueFrancesco Balducci Pegolotti, mwauimwaumDella decima e di varie altre gravezze imposte dal comune di Firenze della moneta e della mercatura de Fiorentini fino al secolo XVI: ¬La pratica della mercaturamwauq : copiata da un codice manoscritto esistente in Firenze nella Biblioteca Riccardiana, 1766. mwauuURL consultato il 30 luglio 2023.
cite-note-66. ↑ mwauk(mwauomwausNLmwauw) Henri Installé, Hans Rombaut e Godfried Croenen, mwau0Historische stedenatlas van België. Ed. Gemeentekrediet, Mechelen, 1997
cite-note-77. ↑ mwaveBelgio e Lussemburgo, Guida TCI, 1996.
cite-note-88. ↑ mwavu(mwavymwavcFRmwavg) Léon Vanderkindere, mwavkLa Formation territoriale des principautés belges au Moyen Âge, Ed. H. Lamertin, Bruxelles, 1902 (ristampa 1981)
cite-note-99. ↑ mwav0mwav4mwav8Kazerne Dossin (official website), su mwawakazernedossin.eu.
cite-note-1010. ↑ mwawqmwawumwawycittà gemellate con Sibiu dal suo sito ufficiale, su mwawcsibiu.ro. mwawgURL consultato il 3 febbraio 2012 mwawk(archiviato dall'mwawourl originale il 5 febbraio 2012).
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• (NL) Sito ufficiale, su mechelen.be.
• StadMechelen (canale), su YouTube.
• citereftreccani-itMalines, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itMechelen, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Mechelen, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Malines, su Open Library, Internet Archive.